quanto t’amo secondo te quanto?
in chili quanto t’amo?
il litri quanto t’amo?
quanto t’amo in metri?
quanto, dimmi quanto secondo te quanto
in iarde? (una iarda è 0,9144 metri)
quindi quanto t’amo in iarde secondo te?
e secondo te quanto t’amo in megatoni?
in mele?
in api?
in camions?
ma secondo te è possibile amarti in cani?
in cani ad esempio quanto t’amo in cani?
in fuchi?
in biglie?
in polpastrelli?
in delta di fiumi?
quanti delta di fiumi abbisognamio per esprimere quanto io t’amo?in presidenti della repubblica italiana?
lo so, ti sembra strano
ma è plausibile esprimere quanto t’amo in presidenti della repubblica italiana
de nicola
einaudi
gronchi
segni
saragat
leone
pertini
cossiga
scalfaro
ciampi
napolitanosolo undici!
no
almeno altri cinquecento anni di presidenti
almenoin umberto eco?
quanti umberti echi ci vorrebbero
per stabilire quanto t’amo?
impossibile dirai tu
infatti
ce n’è uno solo
ma immagina che uno possa moltiplicare umberto eco
quindi quanti echi quanti secondo te quanti?è inutile
lo so
non esiste
un ’unità di misura valevole
per calcolare quanto t’amoapparte
il vecchio vecchio
bum bum bum
del mio cuore aritmico
bum bum bum
quando ti vedo
che mi cammini verso
come dici no tu, nessuna
hai il no netto
hai un bel no naturale
hai il no assoluto
come dici tu no, nessuna
che mi vien voglia di dirti
le cose che non sei d’accordo
solo per sentirmiti negare
con quel no bello che tu haie come hai gli occhi tu
sì, forse qualcuna
qualcuna forse sì
ma tieni questi occhi
che non lo so se sai
come funziona
il nero
sarei felice di raccontarti il nero
di questi occhi che tu tieni
dice che il nero è quando mancano i colori
sarei felice di andare in guerra
solo per poterti scrivere lettere d’amore
così d’amore da farti uscire pazza
tra i pazzi che si sparano e s’ammazzano
tra le trincee fangose di folliadice che il nero
è quando mancano
i colori
dice che il nero
é quando ce ne sono
troppivorrei spiegarti il nero dei tuoi occhi
vorrei capirlo questo nero
vorrei davveroe riuscirò
“cosa intendi per trascendenti?”
“passano il limite le tue natiche”
“di quale limite tu stai parlando?”
“le tue natiche non si contengono nell’ambito di una moderata espressione”
“dunque?”
“conosci la costante di Eulero-Mascheroni?”
“no”
“neanche io, ma mi piace il nome”
“peccato, se no me la spiegavi”
“se vuoi ti spiego la costante di Kronecker”
“detta anche costante di Hadamard-De la Vallée-Poussin?”
“la conosci?”
“senti ma stiamo parlando davvero di questo?”
“senti non lo so, non lo so di cosa stiamo parlando”
“trovi che questi pantaloni valorizzino il mio culo?”
“il tuo?”
“culo”
“tu pensi che due numeri interi consecutivi diversi da 8 et 9 non possano essere entrambi potenze esatte?”
“perché continui a parlarmi di matematica? non si stava parlando delle mie natiche?”
“scusa, quando mi imbarazzo parlo sempre di costanti matematiche”
“ma sei tu che hai cominciato”
“hai ragione, perdonami, non so cosa mi sia preso, parliamo d’altro”
“tipo?”
“per cento milioni chiameresti tua figlia Ipotenusa?”
“no”
“e tuo figlio Eulero?”
“sì”
“anch’io”
“sai che nel Guinnes dei Primati c’è uno che si è mangiato un aereo intero?”
“ma va?”
“sì sì, a pezzettini”
“pazzesco”
“eh”
“eh”
“vabè, mi sa che abbiamo finito gli argomenti”
“eh, mi sa anche a me”
“ciao allora vado”
“ciao vai pure ciao”
“sì ciao vado ciao”
“sì vai sì ciao vai”
“ma tu ci sei o ci fai?”
“tertium non datur?”
“vale”
“la prossima volta ti spiego la teoria dell’indipendenza dell’ipotesi del continuo, e se ti metti una gonna per me va bene”
—————————————————-
[…]
da qualche parte ho letto “lasciate l’Ego fuori dalla porta”
io una volta ci ho provato
quello si è incazzato e l’ha sfondata, la porta
poi ha spaccato tutte le stoviglie
ha pisciato nel lavandino
mi ha guardato serio e mi ha detto: “non ti provare di farlo mai, mai più. Coglione”
[…]
andiamo al cinema o a cena?
o al cinema e a cena?
o prima cinema e poi cena?
o niente cinema, solo cena?
o evitiamo sia cena sia cinema?
evitiamo?
o vuoi che ci baciamo subito?
tanto sappiamo che ci baciamo, no?
tanto sappiamo che si va a cena e cinema così solo per rompere il ghiaccio ma poi
ci baciamo?tanto vale, penso io
che siccome che tutti e due
dentro di noi ci vogliamo baciare
dico io, tanto vale, baciamoci subito
poi magari sì, che si va a cena
che poi sarà più bello mangiare
sapendo che ci siamo già baciati
che non ci sarà più quella tensione
che a me viene la tensione
e penso
accidenti speriamo che ci baciamo
che se poi non ci baciamo, che brutto
invece così tutto sarà più buono, più saporito, più digeribilee poi anche al cinema
il film sarà più bello
senza tutta quella tensione
che la tensione mi fa mica seguire bene la trama
che non c’è nulla di peggio per me
essere al cinema con una ragazza che vorrei baciare
ma non è ancora mai successo
e non riesco a seguire la trama
perché, mi dico, tutti si baciano al cinema
sia in sala, sia sullo schermo
e allora, mi dico, magari forse lei, la ragazza che vorrei baciare
lei si aspetta che la bacio adesso
ma per me baciarsi la prima volta al cinema è una roba
difficilissima
scomodissima
che non so mai la tecnica
tipo io la guardo fisso insistente
ma lei non si gira, che guarda lo schermo
magari le piace il film
lei non se la perde mica la trama, lei
come faccio se lei non si gira?
come faccio?
le do un bacio sulla guancia?
o le piglio la testa con le mani e la giro?
o mi estrofletto tutto da trovarmi
con la mia faccia davanti la sua?
o le metto un braccio intorno le spalle
che quello l’ho proprio visto al cinema
sia sullo schermo, sia in sala?che comunque
una volta una mi ha detto che
i grandi amori non si baciano subito
che per noialtri lenti
è una bella consolazione
teniamoci stretti che c’è vento forte
teniamoci stretti che c’è vento forte
che ci porta via
teniamoci stretti facciamoci stretti
abbracciamoci coi bracci
aggambiamoci con le gambe
addentiamoci
annodiamo i nostri capelli ai nostri capelli
incastriamoci le dita dei piedi
diamoci le mani
guardiamoci senza mai dimenticarci di guardarci
dentro gli occhi
c’è un vento così forte
che ci porta viateniamoci stretti che c’è vento forte
ancoriamoci
l’una all’altro
l’altro all’una
finché non calma
e se non calma
perché potrebbe non calmare – bada – potrebbe
se ci molliamosaremo scaraventati via lontano
sarà poi difficile trovarci
forse impossibile
dimenticheremo le nostre voci
le nostre facce
dimenticheremo ciò che ci piaceva dirci e farcidunque ancoriàmoci
bellezza mia
ti tengo stretta
mia unica bellezza
che tu mi tienied io sia maledetto
se mollo questa presa di salvezza.
(via latuababy)
Fonte: guidocatalano.it
stai parlando a me?”
“lo ammetto”
“cosa intendi per trascendenti?”
“passano il limite le tue natiche”
“di quale limite tu stai parlando?”
“le tue natiche non si contengono nell’ambito di una moderata espressione”
“dunque?”
“conosci la costante di Eulero-Mascheroni?”
“no”
“neanche io, ma mi piace il nome”
“peccato, se no me la spiegavi”
“se vuoi ti spiego la costante di Kronecker”
“detta anche costante di Hadamard-De la Vallée-Poussin?”
“la conosci?”
“senti ma stiamo parlando davvero di questo?”
“senti non lo so, non lo so di cosa stiamo parlando”
“trovi che questi pantaloni valorizzino il mio culo?”
“il tuo?”
“culo”
“tu pensi che due numeri interi consecutivi diversi da 8 et 9 non possano essere entrambi potenze esatte?”
“perché continui a parlarmi di matematica? non si stava parlando delle mie natiche?”
“scusa, quando mi imbarazzo parlo sempre di costanti matematiche”
“ma sei tu che hai cominciato”
“hai ragione, perdonami, non so cosa mi sia preso, parliamo d’altro”
“tipo?”
“per cento milioni chiameresti tua figlia Ipotenusa?”
“no”
“e tuo figlio Eulero?”
“sì”
“anch’io”
“sai che nel Guinnes dei Primati c’è uno che si è mangiato un aereo intero?”
“ma va?”
“sì sì, a pezzettini”
“pazzesco”
“eh”
“eh”
“vabè, mi sa che abbiamo finito gli argomenti”
“eh, mi sa anche a me”
“ciao allora vado”
“ciao vai pure ciao”
“sì ciao vado ciao”
“sì vai sì ciao vai”
“ma tu ci sei o ci fai?”
“tertium non datur?”
“vale”
“la prossima volta ti spiego la teoria dell’indipendenza dell’ipotesi del continuo, e se ti metti una gonna per me va bene
ragazza dalle natiche trascendenti (dialogo auspicabile # 6)
Guido Catalano
